L’accoglienza profughi sul territorio desiano

martaMarta Sicurello interviene in aula consiliare per motivare il voto contrario del Pd all’ordine del giorno presentato dalla Lega Nord avente oggetto il tema delle politiche dei flussi migratorii sul territorio desiano

Ancora una volta ci troviamo a dover rispondere ai colleghi della Lega Nord (per l’Indipendenza della Padania) circa la gestione dell’accoglienza ai migranti. Càpita peraltro, e aggiungo purtroppo, a fagiolo dopo i fatti di Gorino.

Il problema, se così vogliamo chiamarlo, c’è. Lo sappiamo bene. E non è più di carattere emergenziale, bensì strutturale. Si tratta quindi di scegliere cosa fare: voltare le spalle o tendere la mano? Il Comune di Desio ha deciso, in tal senso, di perseguire una semplice e precisa politica; mettendo cioè a disposizione progetti SPRAR (per richiedenti asilo e rifugiati à nel nostro caso sono 6), che costituiscono la principale modalità dello Stato italiano per rispondere alle norme di diritto internazionale in materia di immigrazione. La loro gestione è in capo al Ministero dell’Interno che poi li demanda territorialmente alle Prefetture.

Il nostro Comune quindi non investe sui profughi risorse di bilancio corrente – ci teniamo a ribadirlo! – ma collabora mediante gli strumenti sopracitati per rispondere, da una parte, all’esigenza generale che il Paese (così come l’Europa tutta) si trova ad affrontare e, dall’altra, alla necessità di valorizzare il patrimonio locale. Tra i progetti presentati, infatti, vengono messi a disposizione immobili praticamente inutilizzati da molto tempo (come ad esempio l’ex carcere o l’ex palazzina dei vigili). Così facendo si pone fine ad una situazione di stallo degli stessi che vengono sistemati a spese altrui, essendo il Comune impossibilitato economicamente a farlo. Tali alloggi sono assolutamente altri rispetto a quelli di edilizia popolare spettanti ai cittadini desiani o, in casi particolari, ai residenti della Regione Lombardia. Dopodiché, col rientro degli investimenti (circa 6-7 anni), gli immobili saranno messi a reddito. Il reddito che ne entra sarà a beneficio di quelle che sono le necessità dei nostri cittadini desiani. Nel momento in cui questi appartamenti torneranno nella disponibilità dell’Amministrazione, si vedrà come meglio utilizzarli.

Gli altri immobili utilizzati per l’accoglienza dei profughi sono di privati. Veniamo al punto. La circolare 3148 del 2016, emanata dal “dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” e citata nell’odg, prevede sì la requisizione da parte del Prefetto di immobili a uso abitativo appartenenti a privato, se sfitti o abbandonati da anni. Soprattutto il motivo della requisizione deve consistere in gravi ed urgenti necessità, che possono essere legate a situazioni di calamità naturale o all’emergenza abitativa. Inoltre la requisizione, a differenza dell’esproprio, non è definitiva, ma l’autorità pubblica si deve impegnare a restituire l’abitazione, nello stato iniziale, entro un determinato lasso di tempo. Questo significa che deve essere per forza stabilito un termine finale e che la situazione non può protrarsi indefinitamente. Inoltre, deve essere corrisposta un’indennità al proprietario per tutto il periodo della requisizione che presenta quindi i caratteri di temporaneità ed eccezionalità (previsti dalla normativa). Tale pratica costituisce dunque la cosiddetta “ultima spiaggia”.

Nell’ottica di un’armonizzazione della normativa ANCI ha chiesto e ottenuto dal Governo, nei Comuni aderenti a SPRAR come il nostro, l’adozione di una clausola di salvaguardia che esclude l’attivazione di altre forme di accoglienza non concertata sui territori (i CAS), la ripartizione di persone accolte (2,5 ogni 1.000 abitanti), presto anche lo sblocco del turnover amministrativo (cioè la possibilità di assumere un nuovo dipendente in materia al servizio di tutta la cittadinanza) e nella prossima legge di Stabilità, come auspicato tramite emendamento dalla deputata PD Sandra Zampa, la premiazione (pari a 500 € per ogni accolto) dei Comuni virtuosi. Vi invitiamo dunque, cari colleghi della Lega, a preoccuparvi dei Comuni da voi amministrati.

Lo scorso 24 ottobre, a Gorino, cos’è successo? Esattamente quanto appena detto. Non ospitando alcun migrante e dovendo far fronte ad una situazione di emergenza, il Prefetto di Ferrara Tortora ha disposto la requisizione di alcuni appartamenti di un ostello per accogliere 11 donne africane, tra cui una incinta, e 8 bambini disperati. Ad essere condannata piuttosto, è la reazione ingiustificata di un massiccio gruppo di cittadini che ha letteralmente eretto una barriera umana contro questi. Lo scenario che ne emerge descrive una profonda crisi antropologica, figlia di tempi complessi in cui si inserisce una certa politica fatta di slogan populisti e protezionisti. Ma si sa, le isterie xenofobe fanno audience.

Noi ribadiamo invece i valori ereditati, e fatti nostri, della Rivoluzione (francese): libertà, uguaglianza e fratellanza. Convinti che l’unica strada possibile e percorribile per vincere i reali pericoli sia l’integrazione.

Non sussiste infine (a Desio) la preoccupazione di carattere igienico-sanitaria, dal momento che la pratica SPRAR è rivolta a soggetti che già hanno superato la fase iniziale di controllo.

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